Piazza Fontana

Milano, 12 dicembre 1969: una bomba nella sede della Banca dell’Agricoltura, in piazza Fontana, provoca 17 vittime e circa novanta feriti.
La strage, preceduta da altri attentati, segna l’inizio della “strategia della tensione”. Già processati ed assolti in precedenza, nel 2005 saranno riconosciuti colpevoli (ma non più punibili), con sentenza definitiva, i neofascisti Franco Freda e Giovanni Ventura, esponenti veneti di Ordine Nuovo.
Questura di Milano, 15 dicembre 1969: il ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli resta ucciso precipitando dalla finestra dell’ufficio del commissario Luigi Calabresi mentre, da tre giorni, era sottoposto a interrogatorio nell’ambito delle indagini sulla strage di piazza Fontana. Le prime indagini, condizionate dai depistaggi dei servizi segreti, avevano infatti privilegiato la pista anarchica.
Padova, primavera 1969: dopo l’ennesima azione terroristica all’università, il capo della squadra mobile Pasquale Juliano inizia ad indagare su un nucleo di estremisti neri che traffica in armi ed esplosivi. L’inchiesta, che forse avrebbe potuto evitare la strage del 12 dicembre, verrà insabbiata. Juliano finirà addirittura sotto processo, accusato di aver costruito false prove. Riuscirà a dimostrare la sua innocenza solo nel 1979.
Alberto Muraro: la vittima preventiva della strage di Piazza Fontana
Bibliografia:
– Francesco Barilli, Matteo Fenoglio, Piazza Fontana [fumetto], Becco Giallo 2009
– Antonella Beccaria, Simona Mammano, Attentato imminente, Stampa alternativa 2009
– Giorgio Boatti, Piazza Fontana, Einaudi 2009
Documentari:
La strage di Piazza Fontana: un processo senza fine – Lucarelliracconta (2012)
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