Lo scandalo P2
Castiglion Fibocchi (Arezzo), 17 marzo 1981: su mandato dei giudici istruttori milanesi Gherardo Colombo e Giuliano Turone – che stavano indagando sul bancarottiere Michele Sindona – la Guardia di Finanza perquisisce la casa e gli uffici di Licio Gelli. “Gran Maestro” di una loggia massonica affiliata al Grande Oriente d’Italia, Gelli sarà condannato per aver depistato le indagini sulla strage del 2 agosto 1980 e per altri reati; è morto il 15 dicembre 2015 a 96 anni, libero e impunito.
Oltre a vari documenti compromettenti, viene trovata una lista di 962 uomini iscritti alla Loggia segreta “P2”. Tra questi spiccano alcuni nomi. Tre i ministri in carica: il socialista Enrico Manca (commercio estero), i democristiani Franco Foschi (lavoro) e Adolfo Sarti (giustizia). Il segretario del Psdi Pietro Longo. Quarantaquattro parlamentari (19 della Dc, 9 del Psi, 6 del Psdi, 3 del Pri, 4 del Msi, 3 del Pli). Alti funzionari dello Stato, come Francesco Cosentino (Segretario generale di Montecitorio dal ’64 al ’76). Ci sono tutti i vertici dei servizi segreti (Giulio Grassini, Giuseppe Santovito, Gian Adelio Maletti), alti magistrati (Carmelo Spagnuolo). Impressionante il numero di ufficiali delle Forze armate: 12 generali dei Carabinieri (Giovanni Allavena, Franco Picchiotti), 5 della Guardia di Finanza (Raffaele Giudice), 22 dell’Esercito (Osvaldo Rastelli), 4 dell’Aeronautica (Luigi Pirozzi), 8 ammiragli (Giovanni Torrisi). E poi prefetti, questori, poliziotti (Giuseppe Impallomeni, capo della squadra mobile di Palermo), banchieri (Roberto Calvi, Giovanni Cresti, Michele Sindona), imprenditori (Silvio Berlusconi, Enrico Nicoletti, Umberto Ortolani, Angelo Rizzoli), dirigenti di aziende pubbliche (Giancarlo Elia Valori), giornalisti (Maurizio Costanzo, il direttore del Corriere della Sera Franco Di Bella, Carmine Pecorelli, Gustavo Selva), dirigenti della Rai (Giampaolo Cresci, Giuseppe Pieri), professori universitari (Franco Ferracuti, Aldo Semerari).
Ci sono inoltre alcuni sanguinari protagonisti delle dittature militari sudamericane, come gli argentini José López Rega e Emilio Eduardo Massera.
La lista dei 962 “fratelli” sarà resa pubblica dal presidente del consiglio Arnaldo Forlani solo il 20 maggio. Lo scandalo provoca le dimissioni di Forlani e la caduta del governo. Il 28 giugno nasce, per volontà del Presidente della Repubblica Sandro Pertini, il primo governo guidato da un non democristiano: Giovanni Spadolini (Pri). Il 24 luglio il governo propone al Parlamento una legge che impone lo scioglimento della loggia P2, in quanto la sua segretezza viola l’articolo 18 della Costituzione. Il 23 settembre viene approvata la legge n.527 che istituisce la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2, presieduta dall’onorevole Tina Anselmi (Dc). La Commissione appurerà, tra l’altro, l’autenticità e l’incompletezza delle liste sequestrate a Castiglion Fibocchi. Concluderà i suoi lavori l’11 luglio 1983.
Il 12 luglio 1984 l’on. Anselmi consegnerà ai Presidenti di Camera e Senato la relazione finale approvata dalla Commissione. Il giorno successivo Pietro Longo – che nonostante lo scandalo P2, non solo era ancora segretario del Psdi, ma era stato nominato ministro del bilancio nel primo governo Craxi – rassegna le dimissioni. La risoluzione firmata dai deputati Anselmi, Rognoni, Napolitano, Formica, Rizzo e Battaglia (a nome di Dc, Pci, Psi, Pri e Sinistra Indipendente) sarà approvata a larghissima maggioranza, in un’aula di Montecitorio semideserta, il 6 marzo 1986.
“La relazione evidenziava le caratteristiche illegali ed eversive della Loggia segreta; esprimeva la «ragionata convinzione, condivisa peraltro da organi giudiziari, che la Loggia P2 attraverso il suo capo o suoi esponenti (…) si collega più volte con gruppi o organizzazioni eversive incitandoli e favorendoli nei loro propositi criminosi»; stabiliva che la P2 aveva attuato «una ragionata e massiccia infiltrazione dei centri decisionali di maggior rilievo sia civili che militari e una costante pressione sulle forze politiche», e che aveva perseguito un piano politico finalizzato a colpire «con indiscriminata e perversa efficacia, non parti del sistema, ma il sistema stesso nella sua più intima ragione di esistere: la sovranità dei cittadini, ultima e definitiva sede del potere che governa la Repubblica».”
[Sergio Flamigni (a cura di) – Dossier P2, Kaos 2008]
Piano di rinascita democratica
https://youtu.be/tGYS98zi7LE
https://youtu.be/AoUgchb_MCY
